L’Auser di Rende è impegnata da tempo nella difesa della sanità pubblica universale. Elena Hoo, presidente dell’associazione interviene sulle case di comunità che, a suo dire, devono rappresentare una vera innovazione per la salute dei cittadini chiedendo la convocazione di un tavolo permanente tra istituzioni, professionisti, terzo settore e cittadini.
“Le imminenti aperture delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità nel territorio cosentino rappresentano una grande opportunità per migliorare l’assistenza sanitaria territoriale e avvicinare i servizi ai bisogni delle persone. Tuttavia, siamo preoccupati che il rispetto delle scadenze previste dal PNRR possa far passare in secondo piano l’obiettivo fondamentale della riforma: costruire una sanità più accessibile, capace di orientare i cittadini, ridurne gli ostacoli e le lunghe attese nei percorsi di cura. Non basta creare nuovi spazi ma occorre cambiare il sistema organizzativo superando frammentazioni, eccessi burocratici e disuguaglianze che oggi rendono difficile I’accesso ai servizi per molti cittadini. Come Auser da tempo a Rende siamo impegnati attivamente nella difesa della sanità pubblica universale gratuita e siamo parte attiva di reti associative importanti come il Forum del Terzo Settore, Comunità Competente e il Comitato Civico per la Difesa della Sanità Pubblica, insieme alla CGIL e a tante altre associazioni, perché vogliamo che la voce dei cittadini venga rappresentata e possa contare nelle decisioni istituzionali. Sempre come Auser, abbiamo inoltre attivato uno sportello salute per aiutare i cittadini a orientarsi sui diritti alle prestazioni sanitarie e a difendersi nei casi di liste di attesa eccessive o prestazioni negate; inoltre raccogliamo segnalazioni e offriamo supporto informativo e digitale per I’accesso ai servizi. Tutto questo perché siamo convinti che la difesa della Sanità pubblica debba passare da un cambiamento reale nel modo di prendersi cura delle persone e della comunità. Come associazione del Terzo Settore chiediamo che la Casa della Comunità diventi fin da subito un luogo di reale innovazione, capace di rafforzare la medicina territoriale e le cure domiciliari, integrare efficacemente servizi sanitari e sociali e garantire una presa in carico continua delle persone, soprattutto di quelle più fragili. Prendiamo atto che I’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza con deliberazione del commissario straordinario ha approvato un Protocollo d’intesa etico solidale finalizzato alla promozione della partecipazione civica e della co-programmazione di queste strutture. È un atto importante che rende protagoniste le associazioni e le comunità locali così come previsto dalla normativa nazionale e regionale che consentirà ad Associazioni, Comitati civici e Reti associative di co-programmare e collaborare le attività, di monitorare e partecipare alla valutazione delle attività, per migliorare la qualità dei servizi. Tuttavia, non è chiaro il motivo per cui nel protocollo si parli di soggetti che intendono aderire successivamente, quando tutti i soggetti devono avere le stesse opportunità di partecipazione fin dalla apertura delle suddette strutture. Per questo chiediamo la convocazione di un tavolo permanente tra istituzioni, professionisti, Terzo Settore e cittadini affinché le Case della Comunità diventino davvero il punto di riferimento di un welfare generativo, capace di mettere al centro la salute, la dignità e i bisogni delle persone”.
