CSV Cosenza

Storie di volontari in emergenza

Sono tante le persone che, durante l’emergenza coronavirus, hanno scelto di aiutare gli altri e darsi da fare, uomini e donne, giovani e adulti, impegnati quotidianamente ad operare per il bene comune.

Il CSV Cosenza li ha conosciuti, coordinati per quanto riguarda le attività di confezionamento e consegna pacchi svolte a favore del Banco Alimentare e adesso ha deciso di raccontare le loro storie ed esperienze. Piccoli fiori nel deserto arido della pandemia, fiori che sbocciano e restituiscono a tutti il profumo della primavera.

 

Incoronata, 34 anni. Le mancano gli aerei, nel frattempo si impegna nel sociale  

Si chiama Incoronata, ha 34 anni, è di origine lucana, ma vive a Rende dove fa l’agente commerciale per un’azienda alimentare. In emergenza coronavirus ha scelto di fare volontariato per la prima volta nella sua vita preparando i pacchi al Banco Alimentare destinati alle persone in difficoltà.

Pensava al volontariato da un po’ di tempo, aveva chiesto ad un’associazione che si occupa di bambini in ospedale di poter sperimentare un’attività con i piccoli pazienti. Poi è arrivata l’emergenza coronavirus che è stata la scintilla che l’ha spinta a mettersi in gioco.

“Sono molto felice – racconta Incoronata – e faccio anche poco, credo di essere contenta più io nel farlo che chi riceve benefici dalla mia azione. Voglio continuare a fare volontariato, mi piacerebbe in futuro fare qualcosa a contatto con le persone”.

Incoronata, appassionata di libri e di fotografia, ha anche altri interessi come il cinema e la montagna. “Sono iperattiva, mi mancano tanti gli aerei, stavo programmando un viaggio in Perù – afferma – questa quarantena mi ha permesso di fermarmi, ora nelle ore libere dal lavoro dono il mio tempo agli altri, non ho competenze specifiche, ma se c’è bisogno, io vado”.

Mario e Sara, l’aiuto agli altri come stile di vita

Mario ha 39 anni, gioca in una squadra amatoriale di pallavolo e nella vita fa il professore. Vive con la moglie a Cosenza e ospita in casa, da circa un anno, un ragazzo guineano. È volontario dell’associazione Santa Lucia che opera nel centro storico della città accanto a bambini, ragazzi e famiglie fragili.

“Facciamo attività di doposcuola, seguiamo i ragazzi nel loro percorso scolastico e proponiamo corsi di teatro o ceramica – dichiara Mario - proprio grazie all’associazione ho saputo che il CSV cercava volontari per il confezionamento di pacchi al Banco Alimentare ed ho subito pensato di mettere a disposizione il mio tempo libero”.  In questa nuova avventura ha trascinato con sé la moglie Sara e il coinquilino Boubacar Baldè.

L’attenzione verso l’altro è una scelta di vita nella famiglia di Mario. Si comprende subito, già nel momento in cui racconta di come abbia accolto Boubacar in casa sua. Il giovane arriva da uno Sprar, ha da poco compiuto 18 anni ed è stato inserito in un percorso di accoglienza integrata. Mario e Sara si propongono come famiglia ospitante, lo Sprar paga per qualche mese loro l’affitto e nello stesso tempo si occupa di sostenere i costi del tirocinio del ragazzo in un’officina meccanica.

Oggi Boubacar lavora ancora in officina e, in piena emergenza Covid19, ha scelto di seguire Mario e Sara nel fare volontariato al Banco. “Abbiamo dato un piccolo contributo anche all’associazione La Terra di Piero – afferma Mario – nel consegnare i pasti alle persone bisognose”.

Ma cosa manca di più in quarantena al professore cosentino? “Mi manca il contatto con la gente, l’abbracciarsi, il vedersi, incontrare gli amici anche solo per bere una birra – conclude - questa vita davanti al pc non mi piace per niente”.

Mario e Sara ospitano ogni domenica due fratellini provenienti da una casa famiglia. Consumano il pranzo insieme e trascorrono ore liete. Forse è il loro destino quello di fare dono agli altri di una famiglia.

Salvatore e le sue nozze d’argento col volontariato

Se c’è qualcuno che festeggia le nozze d’argento con il volontariato, quello è Salvatore. 67 anni, per 42 anni caposala in una delle cliniche più conosciute di Cosenza, oggi è ancora al lavoro come operatore domiciliare per una struttura sanitaria. Salvatore non fa volontariato, Salvatore è un volontario, sempre, anche mentre lavora.

“Sono 25 anni che sono impegnato nel sociale – dichiara – quando vado a casa dei miei pazienti chiedo sempre se hanno bisogno di qualcosa e se posso aiutarli in qualche modo. Mi è sempre piaciuto fare volontariato e stare insieme alle persone, te ne torni a casa con uno spirito diverso”.

Becchiamo Salvatore al telefono proprio mentre sta tornando dal suo turno di confezionamento pacchi al Banco Alimentare.

“Il volontariato è la mia passione, l’ho fatto con l’associazione Maria Santissima Annunziata nel centro storico di Cosenza, assistendo ben 50 famiglie in stato di bisogno, l’ho fatto in parrocchia e nella Guardia ambientale nazionale. Da quando sono entrato a fare parte di questa grande famiglia che si chiama CSV non faccio altro che spingere i miei interlocutori a provare questo tipo di esperienza. Viviamo in un mondo troppo legato a stereotipi di felicità materiali, scordandoci il vero valore della vita”.