CSV Cosenza

Cosenza. Laboratorio di scrittura per papà detenuti e papà volontari

Sergio lavora al Consiglio nazionale delle ricerche, ha 57 anni e tre figli. Ha partecipato al laboratorio di scrittura autobiografica per dieci papà detenuti e tre papà volontari dal titolo “In nome del padre verso Sud” che si è svolto dal 17 al 19 maggio nella casa circondariale di Cosenza. “È stata una bella esperienza, emozionante, prima di iniziare avevo uno schema in mente che è stato totalmente ribaltato – racconta Sergio che è volontario dell’associazione San Giovanni Bosco - sono rimasto stupito dalla disponibilità dei detenuti nel mettersi in gioco e mi sono sciolto anch’io. È stato un lavoro più che tecnico, umano. Ha fatto emergere l’umanità di tutti”.

Il seminario di scrittura sul tema della paternità è stato promosso dall’associazione LiberaMente, da anni attiva nel carcere della città, in collaborazione con le associazioni Verso Itaca di Piacenza e Ubi Minor di Milano ed è stato realizzato grazie alla disponibilità del direttore del carcere, Filiberto Benevento. A condurre i lavori Carla Chiappini e Laura Gaggini formate alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cattolica di Verona, è arrivato a Cosenza dopo un viaggio iniziato nel 2015 nel carcere di Verona e proseguito a Milano San Vittore, Parma, Modena, Milano Opera e Catanzaro.

“I papà hanno scritto insieme delle storie e raccontato emozioni – dichiara Carla Chiappini molte le sofferenze, non solo tra i papà reclusi. Ma anche tanti bei ricordi, affetto, calore. Bambini felici e bambini soli si sono materializzati intorno al lungo tavolo mentre il sole splendeva oltre le sbarre della finestra”.

Attraverso questo lavoro le persone sono state chiamate a ritrovare memorie e a condividerle, a scambiarsi esperienze e ricordi. Per Giacomo, pensionato di 65 anni e padre di due figli è emersa forte, nei papà detenuti, la mancanza della famiglia, dei figli. “Ho notato una grande disponibilità nel raccontarsi con sincerità da parte dei detenuti, abbiamo parlato con alcuni di loro e tante storie sembravano simili, derivanti da contesti e situazioni familiari difficili”.

Giacomo, che già svolge attività di volontariato in diverse associazioni, ha intenzione di ripetere l’esperienza. Francesco, 69 anni, è padre di 2 figli ed è anche nonno. “La tre giorni è stata un’ottima occasione per far uscire fuori delle cose che erano nascoste in noi e in loro, il lavoro mi è piaciuto tantissimo. Ci sono stati dei momenti in cui ci siamo commossi tutti”.

Alla chiusura del laboratorio erano presenti anche il magistrato di sorveglianza Paola Lucente, il direttore del carcere, Benevento e il comandante della polizia penitenziaria, Pietro Davide Romano che hanno ascoltato con grande attenzione la lettura di alcuni scritti dei papà detenuti e non.

Il laboratorio, al quale hanno partecipato il presidente di LiberaMente, Francesco Cosentini, le volontarie Giusi, Teresa, Caterina e Annamaria e l’educatrice Tiziana, si è svolto nella biblioteca del carcere di Cosenza che l’associazione ha provveduto, lo scorso anno, ad allestire ed implementare nell’ambito del progetto Liberi di Leggere, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali tramite il bando Direttiva 266/91.

Nella stessa biblioteca è stato anche realizzato un corso di scrittura creativa con la giornalista e scrittrice, Rosalba Baldino che ha portato alla pubblicazione del libro “Controluce” con 40 racconti di detenuti. Grazie ai progetti di lettura e scrittura portati avanti dall’associazione nel carcere di Cosenza, sono aumentate le iscrizioni dei detenuti a scuola e università. Il progetto “In nome del padre verso Sud” sarà ripetuto il 29 e 30 giugno nella casa circondariale di Paola.