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Centri estivi. Il Coordinamento educativo di Cosenza si appella al Comune

Il Coordinamento educativo di Cosenza torna ad occuparsi della questione dei centri estivi e a richiamare il Comune sulla necessità di elaborare azioni utili e piani strategici per l’infanzia e l’adolescenza.

Per il Coordinamento sono state molteplici le iniziative e le idee elaborate ed attuate da associazioni, educatori, insegnanti, enti del terzo settore che in questo periodo di straordinarietà non hanno trovato un interlocutore di riferimento in grado di coglierne la valenza propositiva e di inserirle in una cornice organica di interventi amministrativi, sociali ed educativi.

Già a giugno le realtà sociali aderenti al coordinamento avevano offerto piena collaborazione per elaborare, insieme agli uffici del Comune di Cosenza, le forme migliori di ripresa delle attività estive organizzate con l’obiettivo di aiutare i bambini e i ragazzi ad elaborare quanto successo in questi mesi di pandemia e a prepararli ad un rientro a scuola diverso. “Il Comune – scrivono i referenti del Coordinamento in una nota - pur avendo ricevuto per queste attività circa 200 mila euro, ha accumulato imperdonabili ritardi”.

Il Coordinamento, pertanto, chiede cosa l’amministrazione comunale voglia fare con il bando EduCare che prevede consistenti finanziamenti destinati alla riduzione delle disuguaglianze e alla realizzazione di attività didattico-educative rivolte alla fascia d’età 0-14 anni mediante la costituzione di patti di collaborazione e partecipazione tra enti locali, istituzioni educative, operatori ed associazioni. Inoltre, per quanto riguarda la riapertura delle scuole a settembre, il Coordinamento chiede se sia possibile pensare all’allestimento di ambienti di apprendimento in spazi aperti.