CSV Cosenza

Servizio civile. L’esperienza del CSV come buona prassi

Il programma di servizio civile del CSV Cosenza può diventare una buona prassi a livello nazionale. È quanto emerso dalle parole di Titti Postiglione, direttore dell’Ufficio per il Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale, intervenuta durante l’incontro online del 9 febbraio, promosso dal CSV sul sistema servizio civile come beneficio per la comunità.

Il programma “Generatività sociale” del Centro servizi bruzio coinvolge 61 enti di terzo settore, con 77 sedi di attuazione in 27 comuni, per un totale di 270 posti messi a disposizione dei giovani tra i 18 e i 28 anni. Nel programma sono presenti, in qualità di partner, la Provincia di Cosenza, i Comuni di Trebisacce, Castrovillari e Paola. Nei singoli progetti sono, inoltre, coinvolti l’Università della Calabria, altri quattro comuni, tre scuole, sei attività commerciali e 25 altri enti del terzo settore.

“Questo vostro legame con l’Università, la Provincia, i Comuni, rende questa rete speciale, una rete particolarmente forte perché attraverso i suoi canali raggiunge in modo diverso i vari pezzi di società e di comunità che è quello che ci prefiggiamo. Questa vostra esperienza potrà fungere da punto di riferimento a livello nazionale per chi sta tentando nuove strade per il servizio civile” – ha dichiarato Titti Postiglione.

77 posti sono riservati a giovani con bassa scolarizzazione. La finalità è quella di inserire i ragazzi con minori opportunità in un percorso di inclusione e aprirgli le porte del mondo del lavoro anche grazie all’accordo siglato con il Centro per l’Impiego di Cosenza che fornirà 30 ore di tirocinio e un orientamento al lavoro.

“La partnership con il centro per l’impiego è una mossa intelligente e assolutamente corretta, giusta e, sono certa, vincente – ha sottolineato la Postiglione - opportunità è un termine chiave quando si parla di servizio civile perché il servizio civile è un’opportunità di crescita personale e professionale, un modo per conoscere altre opportunità, se non altro l’opportunità di confrontarsi, appunto, con un mondo diverso, quello degli adulti e delle istituzioni”. L’altro valore aggiunto, per il direttore dell’Ufficio per il Servizio Civile, è che il programma si realizza in piccoli comuni visto che i piccoli paesi, più di altri, hanno bisogno di una presenza delle istituzioni.

“Costruire reti è importantissimo, lavorare insieme è la chiave di volta, ma serve un monitoraggio molto attento – ha concluso Titti Postiglione - la cosa che non deve succedere è tradire le aspettative dei ragazzi, un giovane tradito nelle aspettative è un giovane perso”.

All’incontro erano presenti anche il presidente e il direttore del CSV, Gianni Romeo e Mariacarla Coscarella e il responsabile del Centro per l’Impiego di Cosenza, Giovanni Cucunato.